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Il 9 e 10 novembre, presso l’Hotel Rivoli vicino a Santa Maria Novella, Firenze, il Gruppo Italiano di Medical Writer si è riunito per la seconda volta in occasione della conferenza autunnale virtuale dell’European Medical Writer Association (EMWA) e per fare il punto sulle prossime sfide da affrontare. Johanna Chester, Laura Collauda Alì e Andrea Rossi hanno aperto i lavori, presentando quanto fatto durante i primi mesi (il primo incontro era stato a Marzo 2023) e il risultato del loro lavoro presso EMWA, che ha portato al riconoscimento del Local EMWA group (LEG) italiano, che avrà un gruppo direttivo e due advisor, ancora in fase di definizione.

Medical Writer in Italia: Riconoscimento e Valorizzazione delle Competenze Poliedriche

PopMED e Osmosia sono state invitate a intervenire durante l’incontro fiorentino, esplorando il ruolo cruciale del medical writing nell’ambito farmaceutico, sottolineando l’importanza della formazione e la complessità di questo lavoro strategico per le aziende del settore healthcare.

È emerso in modo tangibile il concetto di “competenze poliedriche” inerenti al ruolo del medical writer. Il lavoro che svolgiamo quotidianamente richiede in effetti una vasta gamma di abilità, spaziando dalla capacità di sintetizzare e comunicare concetti complessi in modo accessibile, al dimostrare competenze tecniche specifiche nel campo della scrittura scientifica, dove l’accuratezza è fondamentale ma allo stesso tempo è richiesta una certa versatilità per adattare i contenuti a diversi contesti e registri. Infine, la comprensione approfondita dei processi regolatori si aggiunge a questo ampio spettro di competenze tecniche (o hard-skill) richieste per eccellere in questa professione. Per questo è importante avviare specifici percorsi formativi.

I medical writer più esperti presenti a Firenze, inoltre, hanno ben messo in evidenza l’importanza delle soft-skill che questo lavoro richiede, e che i colleghi più giovani devono tener presente quando si affacciano al mondo della comunicazione in ambito healthcare.

Che cosa fa la differenza tra un buon medical writer e un ottimo medical writer? Una buona, se non brillante, comunicazione interpersonale che permetta di relazionarsi con il cliente è per alcuni un dono della natura. Per tutti gli altri è bene sapere che ci si può allenare e con il tempo e l’esperienza è sicuramente una qualità che si può acquisire. Ascoltare, fare domande per avere chiarimenti o dare noi stessi un contributo alla discussione con il cliente, con suggerimenti e proposte, permette di stabilire una relazione di fiducia che verrà certamente ripagata. Come PopMED crediamo siano buon epratiche imprescindibili, per questo abbiamo letto con favore e pieno accordo l’articolo di Allison DeMajistre, freelance medical writer, che nel numero di giugno 2023 di Medical Writing, rivista EMWA, ha efficacemente descritto alcune soft-skill necessarie a suo avviso per un freelancer, e noi aggiungiamo per chiunque faccia questo lavoro, anche se impiegato in agenzie private o enti. (1) Nell’ambito delle abilità relazionali ricade anche la capacità di lavorare in team e di creare network con i colleghi, che possono facilitare non poco il lavoro quotidiano. Ma la quotidianità è fatta anche di gestione del tempo, gestione delle emergenze e quindi di ingegnosità e problem-solving.

Tornando al secondo incontro del LEG italiano, uno dei temi sollevati durante la discussione condotta da PopMED ha riguardato la riconoscibilità della figura del medical writer da parte di stakeholder e dalle istituzioni, data la rapida espansione del settore e le esigenze specifiche che il medical writing porta in sé. Il gruppo si è riproposto infatti di portare questo argomento in discussione in alcuni tavoli istituzionali a livello locale, dove già si sta discutendo di nuove professioni e loro inquadramento.

Oltre al networking spazio alla formazione

Altrettando fondamentale è il tema della formazione, intesa su più livelli, per il medical writer e del medical writer nei confronti di altri attori nell’ambito in cui lavora. Di grande aiuto, in futuro, potranno essere le sinergie con istituti universitari per la formazione dei giovani medical writer.

L’incontro di Firenze è stato poi arricchito dall’incontro con il Prof. Ferdinando Fusco, Università Vanvitelli, che ha raccontato quali sono le esigenze dei diversi stakeholder e l’enorme valore consulenziale che ha un medical writer di esperienza, confermando anche l’importanza delle suddette soft-skill. Una presentazione che ha dato un’ampia visione del ruolo del medical writer e di come ogni cliente debba essere affrontato con un approccio personalizzato che beneficia entrambi le parti.

Chiusura dell’Evento e Piani Futuri

I piani futuri del LEG italiano sono ambiziosi ma l’entusiasmo che si è respirato a Firenze fanno pensare a sviluppi nel breve termine: la creazione di una pagina dedicata al LEG italiano, contenuti e formazione ad hoc, nonché riunioni periodiche per favorire la crescita e il riconoscimento della professione.

L’incontro fiorentino ha rappresentato un crocevia di discussioni profonde e prospettive illuminanti sulla professione del medical writer, aprendo varchi verso un futuro più consapevole e promettente. Noi di PopMED siamo orgogliose di far parte di questo movimento e ci impegneremo per farlo crescere.

Bibliografia

  1. DeMajistre A. Soft skills needed for freelance medical writers. Medical Writing 2023;32(2):22-24. https://doi.org/10.56012/vxnk8628